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Credere in se stessi

Credere in se stessi: differenze tra autostima ed autoefficacia

“Credi in te stesso”… A volte questa frase la possiamo pronunciare per incitarci a superare una prova, un compito, una situazione difficile, come a caricarci di energie per raggiungere un risultato che tanto desideriamo; altre volte questa frase possiamo pronunciarla per ricordarci di chi siamo, del nostro valore e di quanto il nostro Essere meriti stima e rispetto a prescindere dai risultati raggiunti o meno. Possiamo, quindi, ben capire come questa frase possiamo pronunciarla in moltissime occasioni della nostra vita, ma non in tutte le situazioni questa frase ha lo stesso significato.

Nel primo caso descritto, il “credi in te stesso” è rivolto al nostro senso di Autoefficacia; nel secondo caso è rivolto al nostro grado di Autostima.

L’Autostima e l’Autoefficacia sono due differenti parametri di valutazione, indispensabili entrambe per raggiungere un buon equilibrio con se stessi; è importante, però, capire quali siano le dovute differenze tra le due componenti per non rischiare di incorrere in un errore di valutazione di se stessi. Spesso, infatti, tendiamo a confonderle, a sostituire l’una con l’altra, pensando che l’Autostima sia legata alla valutazione delle nostre capacità, delle nostre risorse e non del nostro Essere in toto, risorse e limiti.

In questo modo, però, rischiamo di sottostimarci: siamo esseri umani e non i tutti gli ambiti della nostra vita possiamo essere capaci, nessun essere umano può essere in grado di fare tutto; ci sono situazioni in cui possiamo raggiungere risultati in modo efficace ed altre in cui non ne abbiamo le capacità.  Ma non essere capaci in tutti gli ambiti o le situazioni di vita che ci si presentano non vuol dire non poter avere una buona stima di se stessi, così come il sentirsi capaci in tutto (pensiamo per esempio al presuntuoso) non vuol dire avere stima di sé.

Legando il nostro valore solo alle nostre capacità e alla possibilità di raggiungere un risultato sperato, quindi, possiamo ben capire come possa farci erroneamente convincere di non valere abbastanza se non facciamo bene tutto (o quasi tutto). Proviamo a fare una po’ di luce su questo rischioso equivoco.

L’Autostima è legata al proprio Essere (“Io credo in me stesso perchè SONO CIO’ CHE SONO: capacità ed incapacità, pregi e difetti, risorse e limiti, luci ed ombre”); l’Autostima è, quindi, un giudizio di valore su se stessi.

L’Autoefficacia è legata alle proprie capacità e alle possibilità di raggiungere risultati positivi grazie alle proprie capacità (“Io credo in me stesso perché POSSO FARE, ho la capacità di fare e posso raggiungere i miei traguardi”); l’Autoefficacia è, quindi, un giudizio di valore sulle proprie capacità.

Delineando questa importante differenza, possiamo, quindi ben capire che non è assolutamente detto che alla presenza dell’una avremo necessariamente  anche l’altra.  Facciamo un esempio chiarificatore: potrò avere una buona considerazione di me stesso, della mia persona (ALTA AUTOSTIMA) anche se non mi sentirò e non sarò capace di scalare una piccola montagna (BASSA AUTOEFFICACIA); potrò sentirmi ed essere capace di scalare il K2 (ALTA AUTOEFFICACIA) pur avendo una bassa considerazione di ciò che sono nel mio profondo Essere.

Quanto appena detto fa ben capire di come sia possibile, per esempio, che alcune persone di successo che magari hanno raggiunto traguardi importanti (addirittura inarrivabili per i più) possano comunque non sentirsi soddisfatte di se stesse e della propria vita, arrivando a volte anche a cadere in depressione.

Capire le differenze tra queste due importanti componenti, ci permette di comprendere quanto sia importante nutrire entrambe nel corso della nostra vita perchè pur se non strettamente compresenti in ogni situazione di vita, è indubbio che Autostima ed Autoefficacia siano strettamente correlata l’una all’altra.

Più avrò stima di me, più darò valore a me stesso in toto (risorse e limiti) e più avrò una buona percezione delle mie capacità nell’affrontare le diverse situazioni di vita, tenendo conto anche di tutti i miei limiti e non ripudiandoli o condannandoli come il peggior male del mondo. Più mi sentirò capace ed efficace nell’affrontare le diverse situazioni di vita (anche quelle più difficili) e più nutrirò il mio Essere rispettando il suo valore intrinseco.

In conclusione, l’Autostima e l’Autoefficacia sono aspetti diversi del nostro Essere. E’ nostra responsabilità nutrire con estrema cura ed attenzione entrambe queste componenti della nostra esistenza attraverso l’esperienza per sviluppare ogni giorno di più fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità e pieno rispetto dei nostri limiti e delle nostre umane frgilità e per poter, così, costruire la nostra vita in direzione del nostro benessere, affrontando con ottimismo e resilienza i percorsi più tortuosi che possiamo incontrare nel nostro cammino.

 

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Author Info

Simona Baiocco

Psicologa Clinica e di Comunità - Psicoterapeuta ad indirizzo Strategico Integrato (Adulti - Coppie - Adolescenti - Gruppo) - Iscr. Albo Psicologi Lazio n. 14455

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