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Gabbie dorate

Le gabbie dorate e la paura del cambiamento

Ci sono dei momenti in cui possiamo sentire che la realtà che viviamo non ci soddisfa come vorremmo; in quei momenti possiamo percepire un grado di malessere interiore tale da non riuscire più a capire cosa poter fare per stare meglio, un malessere che ci fa vivere uno stato di apatia e sconforto, come se ogni giorno fosse uguale all’altro e tutto tristemente prevedibile. Momenti di questo tipo capitano a tutti, ma non tutti reagiscono alo stesso modo a questo genere di sensazioni.

Ci sono persone che quando si sentono insoddisfatte di ciò che vivono sono più inclini a farsi domande relativamente al proprio malessere utilizzando le proprie emozioni come motore per operare attivamente un cambiamento della propria vita in direzione del proprio benessere.  Queste sono le persone che si assumono una diretta responsabilità/potere della propria vita, le più inclini a vedere i momenti di crisi come evoluzione e a vivere i cambiamenti come opportunità, come tappe fondamentali  di crescita e di presa di consapevolezza della propria esistenza.

Ci sono persone, invece, che davanti ad una situazione di disagio sembrano rimanere in attesa, come se aspettassero qualcosa di esterno (evento o persona) che improvvisamente e sorprendentemente le liberi da quel malessere. Vogliono un cambiamento, ma non se ne assumono alcuna responsabilità/potere. Queste sono le persone che hanno difficoltà a percepirsi come attori protagonisti della propria vita e che hanno bisogno di essere aiutate a prendere contatto con il proprio Essere e con le proprie emozioni perchè poco inclini a domandarsi “Cosa voglio io davvero e cosa posso fare per rendere la mia realtà diversa e per me più appagante?” E quando riescono a capire di poter essere artefici del proprio destino, queste persone cambiano in modo evidente la loro realtà con grande entusiasmo.

E poi ci sono le persone che, nonostante il disagio sia invadente ed invalidante, sembrano non essere disposte a fare nulla per cambiare la propria realtà. Queste sono le persone maggiormente resistenti al cambiamento, rigide nel costruire la propria vita secondo piani prestabiliti e immutabili, continuamente destabilizzate da ogni minimo mutamento della propria realtà quando i loro piani vengono messi inevitabilmente “sotto scacco” dall’imprevedibilità della vita stessa. Queste persone, quindi, non solo non riescono ad operare attivamente dei cambiamenti quando si rende necessario per il proprio benessere, ma hanno anche difficoltà nell’accettare qualsiasi cambiamento che venga dall’esterno come normale accadimento della vita stessa: hanno paura del cambiamento.

La paura del cambiamento è paura di uscire da quello spazio di sicurezza che risiede nelle nostre abitudini, in ciò che è noto, prevedibile, rassicurante, pur se doloroso. Operare ed accettare un cambiamento significa essere disposti a lasciare il certo per l’incerto, lanciandosi in una situazione completamente nuova, in un territorio sconosciuto.

Andare verso ciò che non ci è noto ci fa sperimentare nuove parti di noi stessi e con la nostra insicurezza, con la paura del fallimento, con aspetti di noi stessi che non conosciamo e che non possiamo, quindi, controllare. Spesso è proprio questo che cerchiamo di evitare resistendo al cambiamento.

A volte, la paura di cambiare ci può portare anche a strutturare delle barriere difensive sotto forma di sintomi, come per esempio gli attacchi di panico. Questi meccanismi difensivi hanno la funzione di proteggere in maniera disfunzionale l’individuo che ne soffre da ogni possibilità di cambiamento, portandolo “forzatamente” alla rassicurante staticità e all’isolamento.

La paura del cambiamento ci inchioda a rimanere imprigionati nelle nostre comode convinzioni senza darci la possibilità di crescere ed evolvere in direzione del nostro benessere; ogni volta che di fronte ad un nostro disagio ci diciamo: “Lo so che è sbagliato ma non ci posso fare nulla perché io sono fatto così” ci stiamo aggrappando ostinatamente alle nostre rigide certezze per paura di andare verso ciò che non conosciamo ancora di noi stessi.

Se vogliamo un cambiamento perchè ciò che vediamo e viviamo non ci piace dobbiamo provare a cambiare prospettiva e a muoverci in modo diverso, nuovo e non possiamo aspettare che le cose arrivino senza fare noi qualcosa di nuovo per primi.

Ma se abbiamo paura dell’ignoto e di ciò che non conosciamo, inevitabilmente ci arresteremo, non muovendo nessun passo in avanti con il timore di non saper gestire la nostra libertà e ci tarperemo le ali, costringendoci a vivere la nostra esistenza dentro “gabbie dorate”In questi casi la psicoterapia può essere un valido aiuto e una grande opportunità per trovare nuova linfa vitale, liberandoci da quelle gabbie dorate tanto rassicuranti quanto limitanti.

Perché nessuna gabbia, seppur dorata, potrà mai sostituire la beatitudine e il senso di libertà di un volo ad ali spiegate…

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Simona Baiocco

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