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Narcisiste

L’uomo vittima della donna narcisista

Si parla spesso di narcisismo al maschile e di relazioni non sane in cui la vittima è  donna e il carnefice è uomo. Ma il narcisismo perverso non è caratteristica tipicamente maschile: anche le donne possono avere questa struttura di personalità, con modalità analoghe e dinamiche identiche agli uomini narcisisti.

La donna narcisista, così come l’uomo narcisista, tesse la sua tela attraverso la manipolazione affettiva: sa ben scegliere la sua vittima nel suo massimo momento di bisogno ed ogni uomo può essere attratto dal suo ammaliante “canto delle sirene”.

Tuttavia, c’è da fare un distinguo: se l’uomo narcisista nutre principalmente il bisogno della donna/vittima di sentirsi unica, amata e desiderata (colmando, così, il vuoto affettivo della donna legato ad uno scarso o inesistente amore di sé), la donna narcisista nutre il bisogno dell’uomo/vittima di sentirsi riconosciuto, rispettato e stimato (colmando, così, il vuoto affettivo dell’uomo legato ad una scarsa considerazione di sé, delle proprie capacità, del proprio potere e ad un senso perenne di inadeguatezza).

La donna narcisista sa che per attrarre un uomo nella sua rete deve farlo sentire potente ed importante.

Da principio, quindi, si fa salvatrice dell’uomo/vittima nutrendo il suo desiderio di sentirsi importante e stimato: copre l’uomo di attenzioni, colma i suoi vuoti interiori e affettivi, facendolo sentire invincibile; lo induce, in maniera subdola e suggestiva, a fare “passi più lunghi della gamba”, destinati al sicuro fallimento in quanto non aderenti ad un dato di realtà, ma ideati ad arte con il solo intento di nutrire l’uomo/vittima attraverso il rinforzo di un’immagine di Sé ideale e grandiosa.

Ovviamente, tutto questo trova terreno fertile proprio perchè costruito sul bisogno di sentirsi importante dell’uomo: trovato il “tallone d’Achille” dell’uomo, la donna narcisista manipolerà la sua vittima fino a diventarne il suo unico nutrimento.

Con il tempo, tutto questo trasformerà la relazione salvifica in trappola mortale dove l’uomo, depotenziato sempre più dall’inevitabile fallimento dei suoi progetti ideali, verrà ridotto allo stato di “soldatino” agli ordini della narcisista, diventandone così dipendente in tutto e per tutto, in ogni scelta e decisione, personale e lavorativa.

Se l’uomo cercherà di sottrarsi al suo potere, essendo una manipolatrice come già detto, la donna narcisista non si farà scrupolo di usare il vittimismo per riportarlo a sé: ad esempio, comincerà ad accusare ogni tipo di malessere per far sentire in colpa l’uomo, confesserà di essere stata in passato in cura per esaurimento nervoso e di non volerci ricadere, si lamenterà di non essere stata mai compresa da nessuno, ma sempre sfruttata ed utilizzata, caricando l’uomo/vittima del ruolo di unico al mondo capace di comprenderla e sostenerla. Tutto questo, ovviamente, non sarà minimamente legato a reali vissuti di sofferenza della narcisista, ma costruito ad arte con il solo intento di agganciare e legare l’uomo/vittima instillandogli sensi di colpa e facendolo sentire pilastro, sostegno fondamentale e necessario.

Avere una relazione con una donna narcisista è estremamente pericoloso e distruttivo ed è estremamente difficile uscire da questa trappola così invischiante.

L’unica via di salvezza e di liberazione per chi è incastrato in relazioni di questo tipo è, prima di tutto, rendersene consapevoli e successivamente chiedere aiuto per lavorare su se stessi, sulla propria autostima, sul proprio senso di inadeguatezza, nutrendo il proprio Sé reale (e non più ideale e grandioso) e raggiungendo così pieno possesso della propria vita: questo consentirà la rottura del legame di dipendenza, la chiusura del rapporto (in ogni sua forma) e la messa in chiaro di limiti invalicabili che non permettano più alla subdola carnefice di insinuarsi nelle proprie scelte e decisioni.

 

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Simona Baiocco

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