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“Ti amo perchè ho bisogno di te”: la dipendenza affettiva

La Dipendenza Affettiva è una forma patologica di amore caratterizzata da un fame d’amore che si cerca di colmare con la presenza dell’altro (che diventa indispensabile come l’aria per respirare) e da una costante assenza di reciprocità all’interno della relazione di coppia.

La persona che soffre di dipendenza affettiva vive costantemente nel terrore di poter perdere la persona amata, senza la quale si sentirebbe persa e annientata. L’importanza smisurata data all’altra persona è motivata dal compito che l’altro ha per il dipendente affettivo, ovvero quello di riempire il suo vissuto di vuoto interiore che diventa brama d’amore.
Pur di essere amato, il dipendente affettivo è disposto a preservare il rapporto con l’altro ad ogni costo fino ad annullarsi ed immolarsi per l’altro, per i suoi bisogni e desideri, nel disperato tentativo di non sentire più quel baratro di solitudine interiore.

Il dipendente affettivo vive costantemente un senso di vuoto d’amore che cerca di non sentire, compensando la carenza affettiva con atteggiamenti iperprotettivi e/o controllanti nei confronti del partner.

Il dipendente affettivo ha la necessità di avere relazioni con persone che rinforzino la sua convinzione di non poter essere amato adeguatamente. Per questo motivo, sceglie partner incapaci di avere relazioni alla pari: il partner può essere un co-dipendente, una persona con un forte bisogno di accudire o di essere accudito; oppure, al contrario, essere una persona sfuggente, irraggiungibile o rifiutante.

Uscire da una dipendenza affettiva risiede nella possibilità di prendere coscienza del problema, di mettersi in discussione scoprendo la propria fragilità fino ad arrivare all’acquisizione di consapevolezza, che permetterà di avere una più chiara visione della realtà e di conseguenza la capacità di migliorare la propria vita costruendo relazioni basate sull’autenticità e sulla reciprocità…

Perché l’equilibrio di coppia si fonda sempre sul dialogo, sul rispetto di sé stessi e sul riconoscimento dell’altro come individuo prima che come partner.

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